domenica 28 dicembre 2014

#12 punti per ricucire il mio cuore

Ciao lettori

A inizio 2014 mi sono segnata un consiglio all'apparenza banale: 'Devi disciplinarti e imparare a dar voce solo alla parte di te che ama le cose che scrivi, che ama il testo a cui stai lavorando' (David Foster Wallace). Ha funzionato sempre.

Il protagonista di questa storia è Charlie Skinner: direttore delle news del broadcast statunitense ACN, impersonato dall'incredibile Sam Waterston e inventato da Aron Sorkin, è stato uno dei migliori personaggi della serie televisiva The Newsroom. 

L'ultimo racconto dell'anno lo dedico ad un ragazzo che spero trovi il tempo per leggerselo. E' il modo più semplice che conosco per dirgli grazie, perché è stato lui a ritmare le #crazytales, ricordandomi che non è ancora il tempo della resa. 

Enjoy 2015





Charlie ha lasciato questo elenco sulla mia scrivania, appuntandolo sul block-notes al termine della giornata. L'ho rintracciato al cellulare, parlando con la segreteria telefonica: sono altre scadenze, suggerimenti per nuove campagne, rebus da sciogliere durante le vacanze? Cosa vuoi dirmi Charlie? Non ha risposto alla telefonata: è lui il boss, e può permetterselo alle 20.30 di venerdì sera.

Circa tre ore dopo, mentre nella solitudine di casa scelgo il vestito da indossare al pranzo di famiglia per non irritare il credo religioso di mia nonna, il cellulare squilla e Charlie mi saluta cordiale dall'altro capo della cornetta.
Gli chiedo della lista, e scoppia nella risata spontanea che lo rende familiare e unico, facendomi sentire a mio agio anche se sull'attenti.
'Ahahah! Cazzo Mad, pensavo ci saresti arrivata da sola! Hai presente una settimana fa, quando discutevamo sul perché volessi partire e lasciare il tuo posto, per trovare nuovi stimoli e tutto il resto...? Ricordi ragazzina?'. Gli dico certo che sì, e faccio salire la lampo sul fianco tenendo il telefono tra la spalla e la guancia, sconfortata dall'evidente verità: neppure trattenendo il respiro fino al primo gennaio riuscirei ad indossare nuovamente quest'abito.

'Beh Mad, penso sia una stupidata. Lascia che la ruota compia un giro completo, prima di cambiare nuovamente direzione alla marcia.'

Charlie sa essere enigmatico alle 9 del mattino, quando sono nel pieno delle forze, figuriamoci alle 23 inoltrate: fatico a seguirlo, e sono costretta a concentrarmi totalmente su di lui, dimenticando la lotta con la cerniera.

'Abbandonare ora, perché hai ricevuto brutti colpi e critiche, è da vera codarda. 
Quel giorno in cui mi hai parlato come una figlia in cerca di approvazione, nonostante la presunta convinzione del tuo tono di voce, c'era qualcos'altro che mi colpiva guardandoti: i tuoi occhi negavano le tue parole. Ed è stato in quel momento che ho deciso di darti una spinta.

I dodici punti sono... Come potrei descriverli... Forse un memorandum è il termine più corretto. Di certo non era necessario che qualcuno te li ricordasse, ma chi può dirlo!?, mi è sembrato fosse il momento giusto per rinfrescare la retorica del padre buono. Se mi sono fatto prendere la mano, perdonami.'

Ho individuato il sentiero su cui ci stiamo inerpicando; mi domando dove Charlie trovi la tenacia e la passione e lo slancio e la convinzione per riaffrontare lo stesso identico argomento un triliardo di volte.

'Hai ripreso a correre, è vero; i tuoi polmoni sono grandi e le gambe ogni giorno più sicure, ma continui ad allenarti come il criceto sul tapis-roulant, senza obiettivo azzarderei.
Ma dimmi ragazzina, perché non fai lo sforzo di cogliere la tua chance, e capire cosa ti farebbe salire in cima alla collina? Cosa ti fa ancora tanta paura?

(Due dilatatissimi minuti di silenzio imbarazzato)

'Sei con me, Mad?'

Mi ha affondata: Charlie non è un tipo sentimentale, l'ho intuito dalla volta in cui ci siamo presentati, eppure giurerei di aver ascoltato un discorso costruito per trafiggermi la mente e il cuore nel pieno della notte, mentre sono sottovuoto in un vestito troppo piccolo.

E così accade: non avverto alcuna folgorazione, non si spalancano i portoni al seguito delle porte sbattute, non esiste una ricompensa dovuta. Sorrido e sospiro; sono ridicola di fronte allo specchio, mezza nuda con la zip incastrata all'altezza delle anche, e il mio capo dall'altra parte della città a ricordarmi come ruotano gli ingranaggi.
Charlie tira le fila, e infine riaggancia.

'Buon anno Madeleine. Se te lo stessi ancora chiedendo, dio santo sì: averti richiamata a mezzanotte significa che ti voglio bene. Sei il mio cavallo di razza, perché non ti accontenti di un'ipotesi, cerchi le prove, e alla fine lasci sia il tuo intuito a guidare. Ora scusami, ma andrei a dormire.'

martedì 16 dicembre 2014

Xmas Viv

Ciao lettori

Ultima Vivienne prima di Natale, ma non ultima storia dell'anno.
Rilassatevi con le avventure della bambina che parla con la propria pancia, seduta di fronte allo specchio: entro il 31 dicembre cercherò di scrivere qualcosa che non includa pannolini e manine e diminutivi in generale, promesso.

Enjoy Xmas Viv



La nostra casa è sprovvista di abete, perché ci siamo svegliati tardi ed erano tutti finiti al vivaio e non siamo gente da Ikea VI Bolgia Infernale, sotto le feste. Pensa che ti ripensa, ho trovato la soluzione per addobbarci per il Natale, indorando la pillola a Vivienne e a suo padre, che giocavano alla lotta sul tappeto.

'Ragazzi, ascoltate, focalizziamo l'obiettivo. Siete con meee?'. Ho interpretato il loro silenzio come assenso, e illustrato il piano d'attacco, orgogliosamente battezzato 'Il Natale quando arriva è un casino'. 
Vivienne ha ripreso a fare a botte col torace di suo padre, e la spedizione è partita.

Considerando i nostri rispettivi talenti, ho buttato giù una lista, che dovrebbe farci arrivare pronti all'impatto. Ognuno ha un ruolo ed una rispettiva mansione: io e papà abbiamo pure un budget, Vivienne è un folletto senza portafoglio e dovrà ingegnarsi un po' di più. Ma è la giovane del gruppo, e deve iniziare a farsi le ossa prima di strisciare carte di credito in giro.

La Babyrenna aka mia figlia
E' la decoratrice d'interni: a gattoni e con il solo body di cotone addosso, ha trasformato il salotto nel suo atelier, e si volta solo se la chiamo Pollock. E' un'artista: si muove lenta e riflessiva sulla carta da pacchi stesa sul pavimento, e lascia impronte colorate che, mi ha spiegato poi, rappresentano l'essenza del consumismo dilagante delle Feste nel XXI secolo. Ma scusa, bambina mia, una stella cometa e tre magi!? 
Una volta finito, il quadro natalizio verrà appeso in salotto, così che tutti possano ammirare il primo capolavoro dell'incompresa di casa, come nelle migliori gallerie di Chelsea a NYC. Il resto della casa si sta riempiendo di stelle filanti avanzate da Carnevale; e mi aspetto di vedere un pony colorato a breve, uscendo dal bagno il mattino.

Il papà
Oltre che finanziare l'estro della figlia e incoraggiarla nell'espressione delle sue emozioni, ha il compito di procacciarci del cibo che non sia pizza, o latte e biscotti. Personalmente odio pensare al menu, abbinare le pietanze, scegliere il vino, persino apparecchiare; Vivienne mangia ancora roba grattugiata, spappolata, frullata, dalle tonalità pastello: va da sé che il nostro amore gigantesco abbia vinto la fascia di cuoco delle serata a mani basse.

Infine ci sono io, la mamma smemorina
Sono la maestra di cerimonia. Purtroppo ho avuto una trascurabile svista che ha rischiato di far fallire la mia missione: mi sono scordata di inviare gli inviti per il party della vigilia. 'Scusa mamma, ma questi cartoncini dorati che sto imbrattando con la pappa cosa sarebbero? Sono carini, sembrano proprio le comunicazioni per la nostra festa...'. 'Nooo, non ci posso credere, l'ho scordato! Nascondiamo tutto amore, e neghiamo fino alla morte. Croce sul cuore'. Ovviamente il 24 dicembre è una data gettonatissima nelle agende, e nessuno dei nostri amici e parenti è libero ora.
Mi sono maledetta per un giorno interno, ma ho trasformato l'epic fail in una splendida idea. Dopo l'anno di merda che abbiamo passato, regalerò ai miei tesori un paio d'ore di assoluta e preziosissima tranquillità. 
Farò spegnere i cellulari, disattiverò il wifi e il campanello alla porta. 

Parleremo tra di noi immersi nel silenzio del ticchettio dell'orologio, e penso sarà emozionante ascoltare l'opinione di Vivi sull'immacolata concezione, l'esistenza di tre re venuti dall'Oriente per incoronare un nuovo dio incarnato in un fagottino biondo e ricciolino, e la possibilità che le renne sappiano volare. 'Dai mamma, fa acqua da tutte le parti questa storia'.

Buon Natale, my readers

giovedì 4 dicembre 2014

Seratona

Ciao lettori

Andiamo a fare serata con la Babytalker, sottofondo da brave inglesine :)

Enjoy a little bit of clubbing


D'inverno la casa si riempie di maglioni intrecciati e difficili da far asciugare. L'umidità mi manda fuori di testa, ma sembro l'unica a soffrirne chez nous; gli altri membri dell'equipaggio non si scompongono neppure sotto le bombe d'acqua.
Questi mesi hanno però un risvolto molto divertente. Vesto Vivienne da sandwich al formaggio, la avvolgo in tanti strati di tessuti in poliestere misto lana, e infine la fotografo mentre si agita come un'anaconda spazientita, cercando di sbottonarsi il cardigan, imprecando nella lingua bisillabica che parla fluentemente da un mese.

La lotta contro se stessa termina quando la piazzo in auto e la spoglio: 'li-ber-tààà mammaaa!'. Domani mattina possiamo dormire, e siccome il punto croce non è ancora il nostro passatempo preferito, decidiamo di fare serata. Suo padre è impegnato in affari improrogabili che ancora mi sfuggono, ma si è premurato prima di lasciarci uscire: 'Abbassa la radio, evita di suonare ai camion, ricordati la bambina in autogrill'.
Maschero la tristezza di non poterlo portare con noi dietro una battutina acida, 'Beh ma passami il guinzaglio: la lego e non ci pensiamo più, mh!?', lui mi guarda con sufficienza e il colpo in canna: attenzione, stiamo per litigare.
Fortunatamente Vivienne interviene a placare gli animi bollenti con il ruttino della pace: 'Ragazzi, va bene conciarmi come l'omino Michelin, ma sono a tanto così dall'autocombustione qui sotto. Bury the hatchet, s'il vous plait'.
Che disagio averla fatta più intelligente di me e lui messi insieme.

Scivoliamo lente sull'asfalto, ci superano tutti, ma guidiamo sempre occupando la corsia più a destra. Seduta leggermente scomposta, Vivienne mi chiede di attaccare la playlist che con papà è vietato passare, perché c'è posto per un unico re dell'autoradio e, in ogni caso, 'Le Spice le ascolti con le cuffiette'.
Che disagio, in generale.

Stasera, però, io e la Babydancer facciamo le diavole: papino è lontano, e se dovesse chiamare la mia socia sa maneggiare la manopola del volume. Mentre la lascio giocare con il pennello del fard e il caricabatterie del cellulare, con cui Viv cerca di impiccarsi in 1000 e più modi, ci rilassiamo in chiacchiere.

Allora Viv, cosa mi volevi dire l'altro giorno, quando papà ci ha interrotte?
...
Come non ti ricordi!? Ti sgridavo perché scalciavi contro la porta, arrogantella e paonazza in viso... Dai si che te lo ricordi.
Mo mo.
Dopotutto sai che non si ottiene niente con questi atteggiamenti da prima donna, te l'ho spiegato.
Ma ma.
Esatto, brava, sapevo che avresti colto il punto. Comunque, cosa volevi dirmi prima che entrasse il principe di Persia?
Po pa po.
Come scusa? E' difficile senza traduttore simultaneo...
Mmm Aaa.
Lo so, tuo padre ti capisce al volo. Ma non è carino fare paragoni, non metterci in competizione.
Pppa pppo.
Ma nooo che non me la prendo, fffigurati. Stai serena proprio.
Ba ba.
Ah dici che sono la tua mamma preferita? Bene dai, meglio che due dita negli occhi.
Mmmammmmma!
Dio adesso ti infilo nel Camogli e ti mangio tutta!
Ihihihihihihihi...

Vivienne esplode in un gorgheggio brillante; rilascia ultrasuoni e scintille multicolori che illuminano l'autostrada davanti a noi, mentre io sono costretta ad accostare al primo distributore perché avverto un odorino particolare nell'abitacolo, e non sto parlando dell'Arbe Magic andato a male.

Finalmente arriviamo in disco, il gorilla fa un po' di storie perché i Pampers non sarebbero ammessi, Vivienne gli pianta il solito casino da pasionaria, lui indietreggia spaventato, io mi infilo dietro la Babyclubber navigata.
Dentro troviamo il nostro posticino, Missy Elliot ci shakera per bene, papà ci scrive un paio di volte, Vivienne gli risponde con un selfie in cui rimbalza sul divanetto, io gli invio tre stelline con le emoji di ultima generazione.

La nostra notte è lunga e tenera, Fantasylandia è un posto per gente dal cuore che batte prepotente nonostante l'umidità e qualche altra piccola zecca ancora da estirpare.

Nighty Night

mercoledì 26 novembre 2014

Qualcuno sta crescendo qui attorno

Ciao lettori

Vivienne, la dolcezza dagli occhi grandi e il pannolino sempre pieno, cresce.
Per chi fosse nuovo e non la conoscesse, ecco la prima storia della saga Queen Vivienne I

Per tutti gli altri che non hanno bisogno di ripassare, Enjoy #dentini e #futurodaurlo


Mi chiedevo quando sarebbe accaduto; dopotutto non è la figlia di Zeus e Artemide, è umana e un momento di delirio le è concesso, nonostante per me sia una Babyciambella venuta col buco e una spolverata di zucchero a velo tutt'intorno.

Vivienne ha avuto la sua prima crisi isterica, e se siete madri o padri, forse avete intuito cosa intendo.
Era una di quelle notti di sesso silenzioso al limite dell'umano, 'altrimenti svegliamo a bambina che sonnecchia a un metro da noi, e ti appendo se svegliamo la bambina'. Avevamo anche finito, ed eravamo stati due draghi: l'esercizio evidentemente aiutava, non era una diceria da personal trainer. Leggeri e muti, ci siamo concessi giusto un afflato più spinto sul finale, consentito dal decalogo del genitore perfetto. Ho controllato, fidatevi, si può miagolare un po'.
Vivienne era crollata al solito orario la sera prima, io ero soddisfatta e mi stavo puntando i gradi di mammasyan sopra il cuore che batteva ancora forte.
A un passo dall'appagamento quasi completo, mia figlia mi ha riportata coi piedi per terra.

Saranno state le cinque del mattino, Viv ha iniziato a piangere sotto le coperte, poi si è alzata in piedi, tentando di scavalcare la sbarra del letto, infine le ha tirato una capocciata suicida. Suo padre si è alzato prima che infilasse le dita nella presa della corrente, come atto estremo di richiesta d'attenzione.
Si sono fatti si e no 1000 m avanti e indietro, dalla cucina al bagno, con lui che emetteva un ronzio che sarebbe stato narcotizzante per chiunque, eccetto che per la desperada col pigiamino.
Mezzora dopo la camminata tra le mura domestiche, sono entrati in stanza. 'Non si placa, provaci tu', ha detto massaggiandole la schiena con il palmo della mano, mentre la teneva sdraiata a pancia in giù, stesa sul suo avambraccio. Così mi sono tirata in piedi, l'ho presa dalle sue braccia, e praticamente immobile ho iniziato a cullarla, come per farle venire il mal di mare. 'Se stai ferma, non smette', ha commentato il genio che fino a due minuti prima sembrava Pietro Mennea intramuros. 'Con me funziona, sta' a vedere. Lei sa che, se iniziassi a camminare per casa a quest'ora e con meno di due ore di sonno in corpo, andremmo entrambe a sbattere sul frigo. E' addestrata per sopravvivere'.

Viv ha smentito la mia tesi: ha urlato fino le nove del mattino, le nove! Non pensavo fosse possibile emettere suoni così acuti per un lasso di tempo tanto lungo, e ci siamo preoccupati: era asciutta, aveva fatto la vagonata di cacca come sempre, non aveva macchie sul corpo, muoveva mani e piedi se la pizzicavo, naso e gola erano liberi. Non era calda, non eccessivamente, se considerate che comunque tutto quel piangere l'aveva un po' agitata e arrossata.

Nel dubbio siamo andati al pronto soccorso: la prima volta sul set di E.R. per la Babystarlette. Anche in sala d'attesa Viv ha dato di matto, agitando i pazienti presenti. Un signore mi ha suggerito di sculacciarla e farle brutto: scusa, Erode, ma chi ti ha chiesto niente.

Finalmente è arrivato il nostro turno e il medico ha dato un'occhiata alla pupa.
Le ha fatto una lastra, per vedere se il pancino era ok. E il pancino era ok. Poi la prova dei riflessi, che è una specie di bungee jumpin' per unenni: l'ha presa per le caviglie  e capovolta con una mossa alla Flash Gordon, repentina e improvvisa. Vivienne sembrava un salame, a testa in giù, un tantino disorientata ma sempre sul pezzo: cioè strillava contro l'ospedale intero, geriatria compresa.
Infine, controllandole le gengive, ha scoperto cosa avesse: lo squaletto stava mettendo altri denti.
Era strano non avesse la febbre, ma poteva capitare in alcuni casi, ha detto il dottore, salutandoci mentre Vivienne ancora strillava.
___

Se, quindi, pensate sia tutto una gioia e una risata, solo perché il mio modo di descrivervelo effettivamente lo fa sembrare tale, siete fuori strada.
Vivienne sta crescendo; non è neppure una pre-adolescente, e non mi odia ancora, ma è già durissima.
Specialmente se seguite la logica schiacciante: se un nuovo dentino la fa sembrare Tina Turner scuoiata da Ike, non oso immaginare cosa ci riserverà il futuro :)

lunedì 24 novembre 2014

#1 Contest Tale! And the winners are

Ciao lettori

Il contest su fb ha due vincitori, nonché unici competitors eheh. Anyway, ecco una storia scritta per due innamorati, entrambi miei amici, che per l'occasione vestono i panni di Beyoncé e Paul Banks.

Il sottofondo sarebbe un po' di QUESTO, un po'  di QUESTO, un po' di  QUEST'ALTRO e un po' di QUESTO ANCHE. 

Scatenatevi, e come sempre Enjoy 


Alcuni giorni mi sveglio e sono Beyoncé; davvero, non scherzo, cosa ridete? Il bootylicious che mi ritrovo ondeggia da solo e a quel punto non c'è molto da fare, se non assecondarlo. Dal fruttivendolo do un po' nell'occhio in effetti, col parruccone ricciolone e gli anelli d'oro zecchino alle dita, e il parroco stenta a riconoscermi quando lo saluto dall'altro lato della strada. Ma è la mia indole, il mio istinto, la mia natura, ed è impossibile azzittire la blackmama soul che mi ssshakera sotto il seno florido, quando mi ritrovo a cantare con la spazzola per i capelli tra le mani. Alle 7.30 del mattino, tanto per dire.

Fortunatamente ho una famiglia che mi vuole bene a prescindere dalla lunghezza dei miei hot pants, in primis il mio amore, anche lui un tipino very special.
Paul canta, e suona, e scrive i testi, e poi canta e suona ancora: ci vuole pazienza quando è ispirato e attacca l'ampli, e la cena lentamente si scuoce. Ma il suo timbro di voce mi accartoccia ancora l'intestino, dopo tutti questi anni; è lui il frontman delle mie serate segrete al terzo piano del nostro palazzo in centro.

Anche se non lo direste, Paul ed io siamo due anime affiatate, in virtù delle qualità che ci accomunano sotto questo cielo così mortale e così modesto.
Siamo intelligenti, attenti, pensiamo con le nostre teste, articoliamo concetti chiari, rivediamo i nostri punti di vista, coltiviamo i nostri dubbi, e ci amiamo ovviamente.
Non siamo radical (figuriamoci chic), e ci contraddistingue una sensibilità estetica che #scusatemela. Ricordo un matrimonio a cui prendemmo parte, anni fa ormai, e ricordo ancor meglio le facce degli altri invitati al nostro arrivo: boom-boom-bomba!

Col tempo è capitato avessimo anche voglia di fare un figlio, e di sposarci. Così l'abbiamo fatto: sia il pargolo, che l'unione delle nostre vite. La creatura che ho messo al mondo e che Paul ha stretto, per primo, tra le braccia, ha molto da imparare negli anni che l'aspettano: spartiti, libri, nomi di animali e di tinture per capelli, non necessariamente in quest'ordine. L'amiamo moltissimo, e si vede, poiché non lo nascondiamo mai, soprattutto a lei.

La sera ci alterniamo di fronte alla culla, e facciamo a gara per le ninne nanne e i giochi di fine giornata, mentre la vicina non ha ancora scelto se lamentarsi più quando Paul strimpella con la chitarra acustica le note di una vecchia hit, o quando io mi agito sul letto con l'ultimo singolo di M.I.A.
Poverina, la vicina dico, poverina. Se solo bussasse alla porta, la faremmo accomodare e partecipare: amiamo le feste, anche quelle improvvisate e con gli anziani che bevono camomilla sulla sedia a dondolo; chiunque, se stimolato correttamente, può sciogliersi un po'.
A questo proposito, se siete in Italia, ci vediamo attorno gennaio: Paul sarà in tour con la band e mi sa che una capatina la farò pure io, chissà che ci scappi la sorpresa sul palco. Insieme facciamo invidia al mondo; valiamo il prezzo del biglietto, della prevendita e delle commissioni di servizio che, non vorrei alzare un polverone, ma hanno un prezzo esagerato. Come le zucchine del mio fruttivendolo.

Love (on Top),
yours Bey

martedì 11 novembre 2014

A Nighty Tale for my Baby

Ciao lettori

Se la osservo bene, Vivienne ha un che di little squirrel questa sera: sta finendo le noccioline avanzate dell'ape, e siamo entrambe sedute sul bordo della vasca da bagno mentre cerco di togliermi il trucco, quando le racconto del giorno in cui incontrai suo padre.

Enjoy 


'Non voglio che te ne vada stasera'.
Lo afferrai all'ultimo secondo, chiedendogli di ballare, anzi Viv, se sapeva ballare. Secondo me sì, era in grado, e comunque non stavo cercando Fred Astaire, gli dissi. 'Peccato sai, perché invece sono proprio bravo, ho studiato e non perdo tempo con chi s'improvvisa. In linea generale, anzi, non ho tempo da perdere in assoluto'.

Vivienne sembra riconoscere l'umorismo del padre: o l'umorismo o la spocchia, se conoscete il confine. Quindi, con il collo incassato fra le spalle, alza la testa verso di me e spara un sorrisetto ad occhi strizzati, che significa 'Ihihih, ti ha presa per il culo, mami'.

Glielo richiesi Viv: 'Va bene, me lo annoto: non-perde-maaai-tempo. Adesso, per favore, balleresti con me?'.

Vivi sembra riconoscere l'indole debosciata della madre: con il collo ormai perso nelle pieghe del pigiama, spinge la testa ancora più indietro, e batte le mani mostrandomi le gengive rosate e qualche dente in fase di crescita. 'Buahaha mamma, sei la migliore'.

Mi disse che, se lo imploravo così, non poteva però rifiutare. Lo lasciai fare Vivi, non m'importava puntualizzare, avevo troppa voglia di trovarmelo incollato addosso, e se avessi continuato a rispondergli mi sarei ritrovata sola in mezzo alla pista.

La mia bambina sgranocchia l'ultima nocciolina, assicurandosi con perizia di non averne lasciata alcuna sul pavimento, e inizia a mostrarmi i palmi della mani sporche di sale e saliva: vuole venire in braccio, per il gran finale della favola della buonanotte. Me la carico, chiedendole se per favore può evitare di imbrattarmi la maglietta pulita, e Vivi ha già affondato le sue guance da Cip o Ciop sul mio petto.

Così non gli risposi, impalata e con il freddo che incalzava dalle porte aperte del locale, con la pelle d'oca ovunque. 'Vieni qui dai, è facile: attenta a non pestarmi i piedi e tieni alta la testa, non guardare in basso che non serve.'

Mia figlia ha l'occhio stanco di Morfeo, sbatte a fatica le palpebre trasparenti, creando un'impercettibile onda sonora col movimento delle ciglia. Le soffio sul capo, per alzarle la cresta di peli sottilissimi e dorati, e farle un piccolo dispetto, disturbandola mentre cerca di addormentarsi. Così Vivienne socchiude l'occhio sinistro, 'Ti concedo due minuti mamma, poi nanna per tutti'. Il finale glielo racconto nell'orecchio, mangiucchiandole il collo ritrovato.

Con grande sforzo tenni le mani in vista e il viso ben in alto, seguendo il suo consiglio; anche se questo mi fece inciampare sui suoi piedi almeno una volta. Mi prese in giro, dicendomi che le scarpe erano nuove e che qualche lezione per ondeggiare composta avrei potuto prenderla. Era carico, e mi piaceva non dover fare assolutamente nulla, eccetto ballare ovviamente.
Ma dissi io l'ultima frase, poiché la canzone era quasi finita e non mi piaceva l'idea di trovarci senza colonna sonora al momento dei saluti. 'Non voglio che te ne vada stasera.'

Vivienne ha perso il finale pirotecnico, ma avendo quattordici mesi meglio così.

domenica 9 novembre 2014

Electricity by Stella and Mike

Ciao lettori

Vi abbiamo lasciato un chiaro indizio su Fb.
L'ispirazione della nuova storia viene dritta dalla ganassa sorridente di Michael Fassbender, che sembra sussurrare: "Risolleva il tuo animo, mystella, domani è sempre un altro giorno".
Soundtrack Come Together by Primal Scream

Enjoy elettricità a costo zero


Stella si prepara come al solito, entusiasta di fronte allo specchio che le dice bene, grazie alla tisana sgonfiante alle bacche di un frutto importato dal Brasile, che drena l'impossibile. La forma fisica è merito dell'esercizio che ha ripreso a fare, non esattamente con diligenza e metodo, quanto più intensamente in giorni randomici della settimana, una o due volte al mese. Si sveglia al mattino, si sente l'energia sbattere dentro fin dal caffè delle 7, si strofina il viso canticchiando la JLo del 1998, salta i gradini delle scale due a due mentre la portinaia fa la ola salutandola. In questi giorni asseconda una nuova atleticità, consapevole che, ad ogni modo, entro 48 ore sarà tutto finito e tornerà ad abbracciare il cuscino.

Fasciata come il Domopack sul pollo, le calze ipercoprenti coloratissime richiamano la nuance del cappotto e, #classic, gli stivali la alzano di almeno 7 cm dal suolo scivoloso. Passeggia con piglio nella sera, è galvanizzata e ha evitato l'oroscopo, al diavolo gli astri e i pianeti gassosi.

E' in questa circostanza che incontra Michael, per cui vale la pena spendere un paio di parole e prestare un pizzico d'attenzione. Smaliziato, adulto, Mike muoveva le mani mimando una scena all'amico poco distante, che però Stella faticava ad interpretare. Così, incuriosita da gesti e suoni a lei muti, la nostra stellina capitolò dolce, colpita sotto la cintura, e le calze ipercoprenti.

Come un artigiano esperto e saggio, calibrato dall'esperienza, o un mago che stupisce senza rivelare i propri trucchi, Mike le ha sorriso in una smorfia di piacere, e ozio, e poi piacere ancora.

Il mattino dopo tutto è tornato come prima: piove, i piedi le fanno male a causa dei 7 cm, le strade sono piene di merde di cani abbandonate. Stella è nuovamente pigra, ma con un sorrisetto delizioso, molto simile a quello di Mike poche ore prima.
Lo sciopero dei mezzi le fa un baffo, il controllore ha un tono gentile, l'ombrello si apre al primo click.