I've got a plan. or something like.
Avete mai provato a scegliere e poi accorgervi che no, non era quella la scelta che avevate fatto e che quindi qualche toga rossa si fosse messa di traverso tra voi e il vostro futuro? Che strana cosa, chi mai nell'universo vorrebbe scompligliarmi i piani, chi? Colui che creò una donna dalla costola di un uomo e poi decise di punirla con un parto doloroso per una mela mangiata senza permesso non credo abbia tempo per queste cose. Altri onnipotenti/profeti/guru del caso neppure mi conoscono per quanto ne so, sono cristiana cattolica e non vedo perché dovrebbero preoccuparsi di chi gioca in un altra squadra. Gli alieni dopo aver rapito Elvis hanno un gran daffare nel tenerlo in forma e lontano da psicofarmaci e alcol. Con le forze della natura non ci parlo. Non me la bevo: il vento non mi ascolta, la terra è stanca, l'acqua incazzata perchè ogni 2x3 la vogliono privatizzare, il fuoco mi brucia dentro e questo è sufficiente.
Nella lista mancate voi, miei simili, umani. Ma voi non mi fareste mai del male.
La palestra della scrittrice. Costanza, volontà, errori, refusi. Open 24/7, ingresso libero, commenti ben accetti. Enjoy.
mercoledì 24 marzo 2010
martedì 16 marzo 2010
to a great woman
Even if my english is no more excelent as it was some years ago, I'll try to write few words to praise a woman I've met exactly 2 years ago.
She is a mother.
She is a manager.
She was a strager in a foreing country.
She's got a divine sense of humor.
She is brillant and clever.
She is generous.
She has got a great sense of justice.
She' s a hard worker.
She can smile crying.
She has been a teacher to me.
I hope she's doing well, and I miss her very much.
She is a mother.
She is a manager.
She was a strager in a foreing country.
She's got a divine sense of humor.
She is brillant and clever.
She is generous.
She has got a great sense of justice.
She' s a hard worker.
She can smile crying.
She has been a teacher to me.
I hope she's doing well, and I miss her very much.
sabato 13 marzo 2010
The Man In Black
I shot a man in Rino just to watch him die
Well, if they freed me from this prison,
If that railroad train was mine,
I bet I'd move out over a little,
Farther down the line,
Far from Folsom Prison,
That's where I want to stay,
And I'd let that lonesome whistle,
Blow my Blues away
Well, if they freed me from this prison,
If that railroad train was mine,
I bet I'd move out over a little,
Farther down the line,
Far from Folsom Prison,
That's where I want to stay,
And I'd let that lonesome whistle,
Blow my Blues away
sabato 6 marzo 2010
Sorrisi e Canzone
- My love is going stronger as you become a habit to me -
Ciao.
Ciao.
Hai trovato quella cosa che cercavi ieri sera?
No, devo averla lasciata da qualche parte in ufficio credo, mah...
Mh, certo.
Sì, sicuramente.
Sì... sì. O in ufficio o a casa magari sul mobilètto all'entrata, quello brutto che ti hanno lasciato i tuoi...
Mh sì, forse. Anche.
Ma cosa c'è?
Cosa?
Dico, cosa c'hai?
Pensavo.
A quella cosa che non trovi...?
No.
E allora... io me ne andrei anche, poi ci sentiamo per quella cosa che..
Puoi aspettare un attimo?
Ah sì, sembrava avessi fretta, era per quello che io me ...
No no..aspetta solo che devo...
(trin trin trin)
Chi è adesso..uff, scusa un attimo Luca.
(Luca si schiarisce la voce, e scusa un attimo)
Scusami, ecco fatto, ma mia sorella non riesce a trovare un aggeggio per allattare e mi chiama in continuazione per chiedermi come fare senza, come se io...
(Luca si schiarisce la voce)
Ah cavolo, scusa! Stavamo dicendo... dimmi dimmi, cosa c'è? Vai racconta.
Mi sposi?
Cosa?
(Luca respira lungo, dal naso inspira lunghissimo, poi ancora schiarisce la voce)
Oddio...
Non era la risposta che avrei voluto.
No aspetta dai cazzo mi lanci la bomba e non mi lasci ...
Io ti voglio sposare.
(Viviana vorrebbe che la sorella la chiamasse per chiederle del tiralatte)
Io... io... io.
Tu no.
Noooo noo no... non hai capito, non...
Voglio sposarti, voglio stare con te, pensavo avessi voglia di far piangere tuo padre, di spendere soldi per un banchètto di nozze con la torta alla panna finale, di invitare cugini che non vedi da una vita, di scegliere le bomboniere più brutte che trovi.
No, non voglio (sorriso).
(Anche Luca sorride) No?
(Viviana si morde il labbro inferiore) No.
(Luca finisce il vino, e continua a sorriderle) No, certo no.
(Viviana si copre il viso con le mani, le mani scivolano sulla bocca e si fermano. Gli occhi sorridono) Mh no.
(Luca mette la mano destra in tasca. Trova qualcosa). Quindi è inutile?
(Viviana toglie le mani dalla bocca, le pianta sul tavolo, sgrana gli occhi) Cos'è?
La cosa che cercavo in ufficio, o sul mobilètto che ho all'entrata, hai presente? Quello brutto. (Sorriso guascone)
(trin trin trin. Viviana non sente il telefonino. Lo spegne Luca).
Non voglio sposarti.. io non ...
(Luca gioca con l'anello che ha in mano, e sorride)
(Viviana continua a scuotere la testa, sorride, si mordicchia il labbro)
Ok.
Ok, andiamo.
No, voglio dire "ok ti sposo"
Avevo capito Vivi. Andiamo amore.
(Bacio)
Ciao.
Ciao.
Hai trovato quella cosa che cercavi ieri sera?
No, devo averla lasciata da qualche parte in ufficio credo, mah...
Mh, certo.
Sì, sicuramente.
Sì... sì. O in ufficio o a casa magari sul mobilètto all'entrata, quello brutto che ti hanno lasciato i tuoi...
Mh sì, forse. Anche.
Ma cosa c'è?
Cosa?
Dico, cosa c'hai?
Pensavo.
A quella cosa che non trovi...?
No.
E allora... io me ne andrei anche, poi ci sentiamo per quella cosa che..
Puoi aspettare un attimo?
Ah sì, sembrava avessi fretta, era per quello che io me ...
No no..aspetta solo che devo...
(trin trin trin)
Chi è adesso..uff, scusa un attimo Luca.
(Luca si schiarisce la voce, e scusa un attimo)
Scusami, ecco fatto, ma mia sorella non riesce a trovare un aggeggio per allattare e mi chiama in continuazione per chiedermi come fare senza, come se io...
(Luca si schiarisce la voce)
Ah cavolo, scusa! Stavamo dicendo... dimmi dimmi, cosa c'è? Vai racconta.
Mi sposi?
Cosa?
(Luca respira lungo, dal naso inspira lunghissimo, poi ancora schiarisce la voce)
Oddio...
Non era la risposta che avrei voluto.
No aspetta dai cazzo mi lanci la bomba e non mi lasci ...
Io ti voglio sposare.
(Viviana vorrebbe che la sorella la chiamasse per chiederle del tiralatte)
Io... io... io.
Tu no.
Noooo noo no... non hai capito, non...
Voglio sposarti, voglio stare con te, pensavo avessi voglia di far piangere tuo padre, di spendere soldi per un banchètto di nozze con la torta alla panna finale, di invitare cugini che non vedi da una vita, di scegliere le bomboniere più brutte che trovi.
No, non voglio (sorriso).
(Anche Luca sorride) No?
(Viviana si morde il labbro inferiore) No.
(Luca finisce il vino, e continua a sorriderle) No, certo no.
(Viviana si copre il viso con le mani, le mani scivolano sulla bocca e si fermano. Gli occhi sorridono) Mh no.
(Luca mette la mano destra in tasca. Trova qualcosa). Quindi è inutile?
(Viviana toglie le mani dalla bocca, le pianta sul tavolo, sgrana gli occhi) Cos'è?
La cosa che cercavo in ufficio, o sul mobilètto che ho all'entrata, hai presente? Quello brutto. (Sorriso guascone)
(trin trin trin. Viviana non sente il telefonino. Lo spegne Luca).
Non voglio sposarti.. io non ...
(Luca gioca con l'anello che ha in mano, e sorride)
(Viviana continua a scuotere la testa, sorride, si mordicchia il labbro)
Ok.
Ok, andiamo.
No, voglio dire "ok ti sposo"
Avevo capito Vivi. Andiamo amore.
(Bacio)
giovedì 25 febbraio 2010
almost 28 years of Summer
Piena d'acqua, come un vaso trasparente dal collo stretto, ma capiente. Non ho fiori poichè alla primavera, mi ripetono, manca un mese. Ma di acqua ce n'è. Fresca, no gas, un po' calcarea ma dissetante. Mi viene da sorridere, perché ci sono stati giorni in cui assetata cercavo lingua penzolante un rubinetto, una fontanella, un distributore automatico. Mi piego su me stessa adesso.
Mobile, fragile, consapevole, pensante.
Mi hano detto che sono un'estate soft: i colori di fine giugno, i capelli legno pineta, gli occhi verde 28/30°, la pelle rosso scottatura/protezione alta.
Chi mi conosce meglio aggiungerebbe fastidiosa come la luce di mezzogiorno in veranda, golosa come il primo gelato, fredda come il primo bagno, imbarazzante come il primo bikini post inverno, rumorosa come gli studenti alla chiusura delle scuole, piacevole come l'ombra.
Mobile, fragile, consapevole, pensante.
Mi hano detto che sono un'estate soft: i colori di fine giugno, i capelli legno pineta, gli occhi verde 28/30°, la pelle rosso scottatura/protezione alta.
Chi mi conosce meglio aggiungerebbe fastidiosa come la luce di mezzogiorno in veranda, golosa come il primo gelato, fredda come il primo bagno, imbarazzante come il primo bikini post inverno, rumorosa come gli studenti alla chiusura delle scuole, piacevole come l'ombra.
lunedì 22 febbraio 2010
Mal di testa incurabile
Stavo pensando. Dio che mal di testa. E' da un po' che mi viene mal di testa se penso. Sarà che penso male.
Comunque, stavamo pensando, ci siamo fermati quando stavamo pensando. Il pranzo domenicale con la famiglia, quante cose mi fa pensare. Ah!
I miei che si parlano addosso, con 30 anni in più sulle (s)palle. Che poi ridono di loro, di mia madre che risponde alla domande che faccio a mio fratello, di mio padre che occhi al cielo "la lascialo parlare!", di mia madre che "ma io non posso mai dire niente qui", di mio padre "ma se parli sempre tu", di mio fratello che "passami il sale".
Ci sono dentro, mi dico, inutile ogni distanza interposta. Io sono il bla bla bla di mamma, il vocione di papà, il mutismo affinato di mein Bruder. Io li guardo, e penso che sì, forse sono stata scambiata nella culla da piccola (mio padre me lo dice spesso), ma ormai sono una di loro.
Prevedo altri pranzi, devo portami qualche pastiglia però.
Comunque, stavamo pensando, ci siamo fermati quando stavamo pensando. Il pranzo domenicale con la famiglia, quante cose mi fa pensare. Ah!
I miei che si parlano addosso, con 30 anni in più sulle (s)palle. Che poi ridono di loro, di mia madre che risponde alla domande che faccio a mio fratello, di mio padre che occhi al cielo "la lascialo parlare!", di mia madre che "ma io non posso mai dire niente qui", di mio padre "ma se parli sempre tu", di mio fratello che "passami il sale".
Ci sono dentro, mi dico, inutile ogni distanza interposta. Io sono il bla bla bla di mamma, il vocione di papà, il mutismo affinato di mein Bruder. Io li guardo, e penso che sì, forse sono stata scambiata nella culla da piccola (mio padre me lo dice spesso), ma ormai sono una di loro.
Prevedo altri pranzi, devo portami qualche pastiglia però.
lunedì 15 febbraio 2010
Impressione 1 / 2 / 3
Impressionante. La sopravvivenza di un uomo sepolto per un mese senza acqua né cibo sotto le macerie di Haiti. Impressionante, no? Impressionante. Non trovo un'altra parola, e mi sembra che questa basti per descrivere quello che ho pensato. Impressionante dicevo, come scoprire che ci sono persone con cui hai un rapporto di lavoro che, nella loro vita altra, stanno scrivendo un libro su un padre vittima del terrorismo degli anni Settanta. Impressionante dicevo, come imbambolarsi di fronte al muro con la M maiuscola, e avvertire una tristissima sensazione.
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