martedì 8 marzo 2011

Untitled #03

Storia con dedica. Non per tutte le donne, nonostante l'otto marzo. Ne omaggio una, ma le intrattengo tutte. Gli uomini possono sbirciare dal buco della serratura comunque, as usual. Buona lettura!

Guidi male, come ricordavo.
Pessima memoria, come ricordavo.
No Livia, tu guidi proprio male eh. Mi sono fatto il segno della croce prima di salire, fai un po' te.
Ho uno stile sportivo. Nonché una fame allucinante. Ma perché devi scegliere sempre posti così lontani quando usciamo a cena? Sono le nove e un quarto, ora che arriviamo...
Se ci arriviamo, se.
Si si si. Come vuoi, lasciamo perdere. Come stai?
Bene. Il solito. 
...
Tu?
Bene. Benone. Cioè sto da dio.
Odio il sarcasmo prima dei pasti Livia.
Sto davvero da dio Giacomo.
Ah. C'è un motivo (attenta al passante sulla destra...)?
C'è sempre un motivo.
E non sono io, il motivo.
No, in quanto ex, tu sei stato motivo di molte cose. Tutte passate però. Oggi c'è un nuovo motivo.
Che ha un nome, immagino.
Mh. Forse.
Perché me lo stai dicendo Livia? Mi punisci?
??? (effettuando veloce inversione a U, per parcheggiare sul lato opposto della strada)
Lo capirei, se fosse una punizione intendo.
Non c'entri. Te lo dico perché siamo rimasti amici. Perché mi hai lasciata tu. Perché ho elaborato il lutto, dopo averti ammazzata con le mie stesse mazze ferrate. Perché per me è importante. E mi piace l'idea di confidarti una cosa bella. Quindi no, affermo con certezza che non si tratta di una punizione.
Ochei, sembri sincera. Ma la cosa mi imbarazza. 
Non vuoi sapere perché sto così bene?
Sì, ma fammi un resoconto generale. Un report.
... cazzo però!
Dai per la madonna!
Allora, ci provo. E' una sensazione inaspettata. Improvvisa. Invadente. Estremamente rilassante. Come se avessi guidato con il freno a mano tirato fino poco tempo prima, e ora puf!, viaggio con la mano fuori dal finestrino lungo la costa. 
Capito.
Come rilassarsi sul divano davanti a un film sotto le coperte al silenzio al buio alle nove di sera. Con qualcuno affianco.
Sì.
Come fare colazione con una mega brioche spalmata di nutella in una gigantesca tazza di caffelatte, dopo la doccia e con il sole fuori.
Livia....
Come pranzare fuori e poter orinare cose gustosissime, andare a ballare d'estate, scoprire un locale arredato con oggetti che vorresti nella tua casa...
Livia ho capito, adesso però...
Come il sesso.
Ci sei andata a letto?
Lo vuoi sapere?
Sì, se vuoi dirmelo.
No...
Ok.
Lasciamo finire. Non ho finito. Dicevo: No, non ancora. La sensazione di benessere potrebbe svanire poi. E la sensazione è la cosa che più conta ora.
Certo, questo è molto 'liviesco'.
Però la prossima volta che ci vedremo faremo tantissimo sesso. Altrimenti sarebbe un'enorme perdita di tempo.

Livia apre la porta del ristorante, Giacomo la segue. 'Stavolta mi sa che è davvero tutto alle spalle. Mi ha dimenticato, senza portarmi rancore. Mi ha lasciato andare, senza reclamare. Mi ha superato, senza dovermi odiare. Mi sembra impossibile, ma è successo. Chissà quanto durerà.', riflette lui. 'Speriamo facciamo le crespelle in questo posto dimenticato dal signore!', pensa lei.

2 commenti:

  1. Posso dirti una cosa non carina ma sincera riguardo alla lingua? Non ho mai sentito nessuno dire "ci sei andata a letto?", tranne nei film americani doppiati.

    Per il resto, sarebbe bello che mettessi insieme i pezzi, erano i personaggi di un racconto precedente, no?

    Gaia

    PS: Non ancora???? Diffidare, diffidare sempre dei casti.

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  2. Grazie Gaia, mi segno anche questo appunto (fammi da editor!? che idea!).

    I personaggi non sono quelli di una precedente storia. Sono nuovi, ogni volta (almeno per ora). Non c'è serialità. Forse inventandoli mentre scrivo, di getto, può capitare che si ripetano (Livia è un nome che mi piace molto in effetti).

    Leggi sempre, critica di più.

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